Il riciclo della carta cresce e cambia: Carlotta De Iuliis al 31° Rapporto Comieco

Il riciclo della carta cresce e cambia: Carlotta De Iuliis al 31° Rapporto Comieco

A Napoli, istituzioni, Comuni, gestori e industria si sono confrontati sui risultati della raccolta differenziata nel 2025 e sulle opportunità offerte dal nuovo Allegato Tecnico Carta. Al centro dell’intervento della Vicepresidente Comieco: qualità, responsabilità condivisa e partecipazione consapevole dei cittadini.

 

Quasi quattro milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte in modo differenziato, un tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici superiore al 93% e oltre 242 milioni di euro riconosciuti ai Comuni convenzionati. Sono alcuni dei dati più significativi presentati il 10 luglio 2026 a Napoli, nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, in occasione della presentazione del 31° Rapporto Comieco sulla raccolta e il riciclo di carta e cartone.

L’appuntamento annuale, organizzato da Comieco con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con ASIA Napoli, ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, del sistema consortile, dei Comuni, delle aziende di gestione dei rifiuti e dell’industria cartaria.

Per Cartesar, l’incontro ha assunto un significato particolare grazie alla partecipazione della Dott.ssa Carlotta De Iuliis, Procurement & HR Manager di Cartesar S.p.A. e Vicepresidente Comieco, intervenuta nel forum dedicato a “Il nuovo Allegato Tecnico Carta: una leva per consolidare il riciclo in Italia”.

Il confronto ha mostrato con chiarezza come la filiera italiana della carta e del cartone abbia raggiunto risultati di assoluto rilievo, ma anche come il prossimo salto di qualità non possa dipendere esclusivamente dall’aumento delle quantità raccolte. Occorre raccogliere meglio, ridurre le frazioni estranee, adattare i servizi alle nuove abitudini di consumo e rafforzare la collaborazione tra cittadini, Comuni, gestori, piattaforme e cartiere.

Quasi quattro milioni di tonnellate raccolte nel 2025

Nel 2025 la raccolta differenziata comunale di carta e cartone ha raggiunto in Italia 3.975.669 tonnellate, con un incremento di 61.685 tonnellate, pari all’1,6%, rispetto al 2024.

La resa media nazionale è salita a 67,5 chilogrammi per abitante all’anno, mentre il tasso medio di intercettazione della carta e del cartone sul totale dei rifiuti urbani prodotti si è attestato al 13,2%.

Il dato più rappresentativo della solidità della filiera è però il 93,1% di riciclo degli imballaggi cellulosici, un risultato che conferma con largo anticipo il superamento degli obiettivi europei fissati per il 2030. In altri termini, più di nove imballaggi cellulosici su dieci vengono avviati a riciclo e possono tornare a essere materia prima per nuovi prodotti.

Il Nord ha raccolto 2.055.374 tonnellate, con una crescita dello 0,7%; il Centro ha raggiunto 885.949 tonnellate, aumentando dell’1,3%. La variazione più consistente è stata registrata nel Sud e nelle Isole, dove la raccolta ha superato per la prima volta la soglia del milione di tonnellate, arrivando a 1.034.346 tonnellate, con un incremento di oltre 36.000 tonnellate e del 3,6% rispetto all’anno precedente.

È un risultato importante, che testimonia il progressivo consolidamento della raccolta differenziata anche nelle aree che storicamente presentano i margini di crescita più elevati. Resta tuttavia evidente il divario territoriale: la resa media del Sud e delle Isole è pari a 52,5 chilogrammi per abitante, ancora sensibilmente inferiore alla media nazionale.

Secondo le valutazioni riportate nel Rapporto, nel Mezzogiorno esiste un potenziale inespresso stimabile in circa 400.000 tonnellate di carta e cartone ogni anno. Recuperare progressivamente questa quantità significherebbe sottrarre risorse preziose al rifiuto indifferenziato, migliorare l’efficienza dei sistemi territoriali e alimentare con materia prima seconda di qualità l’industria cartaria nazionale.

La Campania cresce, ma conserva ampi margini di miglioramento

Nel 2025 la Campania ha raccolto 243.559 tonnellate di carta e cartone, 6.683 tonnellate in più rispetto al 2024, con una crescita del 2,8%.

La resa regionale è passata da 42,5 a 43,7 chilogrammi per abitante all’anno. Il risultato conferma un andamento positivo, ma resta ancora lontano dai 67,5 chilogrammi della media italiana e dai livelli delle regioni più avanzate.

Anche il dato della città di Napoli presenta un segnale incoraggiante: la raccolta è aumentata da 44.340 a 45.224 tonnellate, con una crescita del 2%. La complessità dei grandi contesti urbani impone, tuttavia, strategie specifiche, sistemi di conferimento facilmente comprensibili e un controllo costante della qualità del materiale raccolto.

Durante l’apertura dei lavori, l’assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, ha richiamato il ruolo decisivo dei cittadini e la necessità di trasformare il trend positivo in un percorso stabile. I numeri, infatti, possono crescere soltanto quando il servizio pubblico, l’informazione e i comportamenti quotidiani procedono nella stessa direzione.

Carlotta De Iuliis: cambiano gli stili di vita, deve cambiare anche la raccolta

Nel suo intervento, Carlotta De Iuliis ha posto l’attenzione sulla trasformazione avvenuta negli ultimi anni nelle abitudini di acquisto, consumo e conferimento dei rifiuti.

Il mondo è cambiato, così come sono cambiati gli stili di vita. Alla raccolta tradizionale proveniente dalle abitazioni si affiancano quantità crescenti di imballaggi generate dal commercio elettronico, dai consumi fuori casa, dalla ristorazione, dalle consegne e da attività diffuse sul territorio. Cambiano i materiali presenti nei circuiti di raccolta, aumentano i luoghi nei quali essi vengono prodotti e si moltiplicano i soggetti coinvolti.

La sfida dei Comuni, pertanto, non consiste soltanto nell’intercettare quantità maggiori. Occorre costruire servizi capaci di raggiungere utenze differenti, adattarsi alle specificità territoriali e garantire che il materiale conferito arrivi agli impianti e alle cartiere nelle migliori condizioni possibili.

Il tema della qualità all’origine è stato uno dei punti centrali dell’intervento. Una raccolta elevata in termini quantitativi perde parte del proprio valore quando carta e cartone sono mescolati con plastica, rifiuto organico, vetro, tessili o altre frazioni improprie. Queste impurità rendono più complesse le operazioni di selezione, aumentano gli scarti di processo, generano maggiori costi e riducono l’efficienza complessiva del riciclo.

Per questa ragione, secondo De Iuliis, il cittadino deve essere considerato un protagonista effettivo della filiera. Non semplicemente il destinatario di istruzioni, ma il primo soggetto dal quale dipende la qualità della materia raccolta.

Servono comunicazioni chiare, regole comprensibili e sistemi capaci di rendere visibile il legame tra il gesto del conferimento e il risultato industriale che ne deriva. Allo stesso tempo, è necessario valorizzare gli approcci premianti e le buone prestazioni, creando un rapporto più diretto tra qualità della raccolta, organizzazione del servizio e benefici riconosciuti ai territori.

Raccogliere di più rimane essenziale, ma raccogliere meglio è la condizione necessaria per consolidare davvero l’economia circolare.

Il nuovo Allegato Tecnico Carta come strumento operativo

Il forum al quale ha partecipato Carlotta De Iuliis è stato dedicato al nuovo Allegato Tecnico Carta, inserito nel rinnovato quadro dell’Accordo ANCI-CONAI.

Il documento disciplina gli aspetti operativi ed economici del rapporto tra Comieco e i Comuni convenzionati e rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali i principi generali della responsabilità condivisa vengono trasformati in regole concrete: modalità di conferimento, requisiti qualitativi, controlli, fasce di qualità, corrispettivi e impegni delle diverse parti.

Il nuovo assetto deve accompagnare la filiera in una fase più matura. Dopo anni nei quali la priorità è stata estendere la raccolta differenziata e creare una rete nazionale, oggi diventa indispensabile intervenire sulle differenze territoriali, migliorare la qualità e rendere i sistemi più efficienti anche sotto il profilo logistico ed economico.

I dati del Rapporto confermano la necessità di questo passaggio. Nel 2025, nella raccolta congiunta di carta e cartone, la presenza media di frazioni estranee è risultata pari al 3,90%, in lieve aumento rispetto al 3,77% del 2024. Nella raccolta selettiva degli imballaggi, invece, la frazione estranea media è diminuita dall’1,34 allo 0,92%.

Il 76,5% delle verifiche effettuate sulla raccolta congiunta è rientrato nella fascia qualitativa migliore. Per la raccolta selettiva la percentuale è salita all’86,1%. Sono risultati positivi, ma mostrano anche la presenza di situazioni nelle quali occorre intervenire attraverso formazione, controlli, organizzazione dei servizi e coinvolgimento delle utenze.

L’Allegato Tecnico può quindi diventare una leva per orientare i comportamenti e rendere economicamente riconoscibili le prestazioni migliori, evitando che inefficienze e impurità ricadano sugli anelli industriali successivi.

Una materia prima strategica per l’industria italiana

Nel corso dell’evento è stata richiamata l’immagine della raccolta differenziata come una vera e propria “foresta urbana”: una fonte di materia prima che si rigenera attraverso i comportamenti dei cittadini, l’organizzazione dei Comuni e la capacità industriale della filiera.

Carta e cartone raccolti non rappresentano il punto finale del servizio di igiene urbana, ma l’inizio di un nuovo ciclo produttivo. Dopo le attività di selezione e preparazione, il materiale viene utilizzato dalle cartiere per produrre nuova carta, nuovi imballaggi e nuovi manufatti.

In Italia questa trasformazione è sostenuta da una rete composta da 353 impianti di gestione dei rifiuti e 55 cartiere. Il conferimento avviene a una distanza media di circa 16,5 chilometri, un dato che evidenzia il valore della prossimità territoriale: minori percorrenze significano meno costi di trasporto, riduzione delle emissioni e maggiore continuità nell’approvvigionamento delle fabbriche.

Il sistema convenzionale ha gestito nel 2025 oltre 2,5 milioni di tonnellate di carta e cartone e ha trasferito ai Comuni corrispettivi per 242,1 milioni di euro, in aumento del 4,6% rispetto al 2024. Nell’arco di ventisette anni, i corrispettivi complessivamente riconosciuti da Comieco ai territori hanno raggiunto quasi tre miliardi di euro.

Questi dati mostrano che la raccolta differenziata non è soltanto un’attività ambientale. È anche un’infrastruttura economica e industriale capace di generare valore, sostenere gli investimenti, garantire materie prime alle cartiere e consolidare occupazione e competenze.

Il confronto tra industria, Comuni e gestori

Al forum hanno preso parte, insieme a Carlotta De Iuliis, Fabio Costarella, Vicedirettore CONAI; Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta; Francesco Morra, Presidente di ANCI Campania; Domenico Ruggiero, Direttore del Settore Ambiente di Utilitalia; e Giuliano Tarallo, Presidente di UNIRIMA.

Dai diversi interventi è emersa una visione comune: i risultati raggiunti dall’Italia sono solidi, ma per difenderli occorre mantenere efficiente ogni anello della catena.

L’industria cartaria ha bisogno di materia prima seconda disponibile, stabile e qualitativamente adeguata. Gli impianti di selezione devono poter lavorare in condizioni sostenibili e gestire correttamente gli scarti. I Comuni e i gestori devono disporre di strumenti organizzativi ed economici adatti a territori molto diversi tra loro. I cittadini, infine, devono essere messi nella condizione di comprendere le regole e partecipare con consapevolezza.

È stato affrontato anche il tema degli scarti generati dalle operazioni di selezione e dal processo cartario, compresi gli scarti di pulper. La crescita del riciclo rende sempre più urgente sviluppare soluzioni coerenti con i principi dell’End of Waste e con la gerarchia europea dei rifiuti, evitando che ciò che non può essere recuperato come fibra diventi un ostacolo alla sostenibilità della filiera.

Massimo Medugno ha sottolineato il ruolo dell’industria cartaria nell’approvvigionamento di materie prime, nella gestione degli scarti e nella salvaguardia di un patrimonio manifatturiero che unisce innovazione, competenze e cultura. La carta, infatti, non è soltanto un materiale: è un prodotto industriale che accompagna l’informazione, l’educazione, la logistica e la vita quotidiana.

Pianificazione, impianti e responsabilità territoriali

La parte conclusiva della giornata ha ampliato il confronto al ruolo del Piano nazionale di gestione dei rifiuti e dei piani regionali.

L’assessora regionale Claudia Pecoraro, intervenuta da remoto, ha richiamato la necessità di migliorare la qualità del materiale differenziato, rafforzare le attività di formazione e informazione e adeguare progressivamente strumenti e regole alle trasformazioni in corso. Per la Campania, il consolidamento della raccolta deve procedere insieme allo sviluppo di una rete impiantistica adeguata e alla capacità di chiudere il ciclo nel territorio.

Laura D’Aprile, Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha evidenziato il valore della pianificazione e della governance. I piani non devono essere considerati documenti statici, ma strumenti capaci di orientare le scelte, prevenire le criticità e coordinare responsabilità nazionali, regionali e locali.

Nelle conclusioni, il Sindaco di Napoli e Presidente ANCI Gaetano Manfredi ha richiamato le due leve fondamentali della raccolta differenziata: la sostenibilità ambientale e il costo del servizio sostenuto dai cittadini. Migliorare la raccolta significa quindi proteggere le risorse, ma anche rendere più efficiente e più equo il sistema.

Dalla raccolta al nuovo prodotto: la responsabilità di tutta la filiera

La presentazione del 31° Rapporto Comieco restituisce l’immagine di una filiera italiana forte, diffusa e capace di raggiungere risultati che collocano il Paese tra i protagonisti europei del riciclo.

I numeri, tuttavia, non devono essere considerati un punto di arrivo. Il nuovo Allegato Tecnico Carta offre l’opportunità di rafforzare il sistema, premiando la qualità, sostenendo i Comuni, adattando i servizi ai nuovi stili di vita e garantendo alle cartiere una materia prima seconda sempre più affidabile.

È questo il messaggio centrale emerso anche dall’intervento di Carlotta De Iuliis: l’economia circolare funziona quando ogni soggetto riconosce il proprio ruolo e comprende gli effetti delle proprie scelte sugli anelli successivi.

Per Cartesar, impegnata ogni giorno a trasformare carta da riciclare in nuova materia e nuovi prodotti, il miglioramento della raccolta non è un tema esterno al processo industriale. È il primo passaggio di quel processo.

La qualità nasce nelle case, negli uffici, nelle attività commerciali e nei servizi pubblici. Prosegue nei sistemi comunali di raccolta e nelle piattaforme di selezione. Si completa nelle cartiere, dove ciò che era stato conferito come rifiuto torna a essere una risorsa.

È in questa continuità tra cittadini, territori e industria che la carta torna davvero a nuova vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *