Non è solo una questione di raccolta differenziata.
È una questione industriale, energetica e territoriale.
Il 17 aprile 2026, presso lo stabilimento Cartesar S.p.A. di Pellezzano (Salerno), istituzioni, imprese e sistema consortile si sono confrontati su un nodo strategico per il futuro del Paese: il ruolo e le potenzialità del Mezzogiorno nella filiera del riciclo della carta e del cartone.
L’incontro, inserito nel programma della Paper Week promossa da Comieco, ha rappresentato molto più di un momento divulgativo. È stato un’occasione concreta per mettere a sistema visioni, dati ed esperienze, con l’obiettivo di superare una narrazione ancora troppo spesso limitata alla sola raccolta differenziata.
Al centro del dibattito, una consapevolezza condivisa: il valore del riciclo non si esaurisce nel gesto quotidiano del cittadino, ma si costruisce lungo tutta la filiera, nella capacità di trasformare il rifiuto in risorsa attraverso processi industriali efficienti, innovativi e radicati nei territori.
A guidare i lavori è stata la giornalista Monica Di Mauro, che fin dall’apertura ha tracciato con chiarezza il perimetro del confronto, sottolineando come il tema della giornata richieda uno sguardo più ampio, capace di tenere insieme ambiente, economia e sviluppo locale.
Fin dalle prime battute, ha sottolineato come l’iniziativa non fosse un momento isolato, ma parte di un percorso più ampio di sensibilizzazione e confronto sul tema del riciclo della carta e del cartone, evidenziando il valore della manifestazione come occasione di dialogo tra diversi livelli del sistema: istituzioni, imprese, mondo associativo e cittadini.
Nel presentare il tema della giornata, il ruolo e le potenzialità del Mezzogiorno nella filiera del riciclo, ha richiamato l’attenzione su un elemento centrale: la necessità di andare oltre una visione limitata alla raccolta differenziata, per considerare l’intera filiera come un sistema industriale complesso.
In questo senso ha chiarito subito uno dei concetti chiave che avrebbero attraversato l’intero convegno:
“La raccolta differenziata è solo un punto di partenza”.
Un’affermazione che ha utilizzato come filo conduttore per introdurre i vari interventi, sottolineando come il vero tema sia la capacità di trasformare il rifiuto in risorsa, attraverso processi industriali efficienti e integrati.
Nel corso della moderazione, ha saputo mantenere un equilibrio tra ritmo e contenuto, accompagnando i relatori e favorendo la continuità del dibattito. Ha progressivamente costruito un quadro articolato, in cui ogni intervento si inseriva come parte di una narrazione più ampia.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del Mezzogiorno, evidenziando come il territorio presenti al tempo stesso criticità e opportunità, e come gli investimenti in corso possano rappresentare una svolta significativa per il rafforzamento della filiera.
Nel presentare i relatori, Di Mauro ha valorizzato le diverse prospettive, industriale, istituzionale, consortile e operativa, mettendo in evidenza la complementarità dei contributi e la necessità di un approccio sistemico.
Nel corso dell’incontro ha inoltre richiamato più volte l’importanza del coinvolgimento dei cittadini e della qualità della raccolta differenziata, sottolineando come il comportamento individuale rappresenti il primo anello della filiera.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche al tema della comunicazione e dell’educazione ambientale, con un riferimento esplicito al lavoro del prof. Giovanni De Feo dell’Università degli Studi di Salerno, riconosciuto come figura di riferimento nella diffusione della cultura del riciclo anche grazie al progetto di educazione ambientale Greenopoli con cui la Cartesar collabora da tempo.
in questo contesto, la moderatrice ha evidenziato come le attività di sensibilizzazione e formazione rappresentino un elemento imprescindibile per consolidare i risultati raggiunti e costruire una consapevolezza diffusa, soprattutto tra le nuove generazioni.
Nel chiudere la prima parte dei lavori e introdurre gli interventi conclusivi, ha infine richiamato il valore del confronto tra istituzioni e imprese, sottolineando come solo attraverso un dialogo continuo sia possibile affrontare le sfide della transizione verso un’economia circolare.
Carlo De Iulis – Amministratore Delegato Cartesar

Ad aprire il confronto è stato Carlo De Iulis, Amministratore Delegato di Cartesar, con un intervento ampio e strutturato che ha saputo coniugare visione industriale, esperienza imprenditoriale e riflessione sul ruolo del territorio.
Sin dalle prime battute, De Iulis ha voluto sottolineare il valore della presenza dei partecipanti e il significato dell’iniziativa, evidenziando come il convegno rappresenti un momento di confronto concreto su un tema centrale per il Mezzogiorno:
“Vi ringrazio di aver scelto di trascorrere insieme una mattinata di confronto su un tema che per noi è centrale: il ruolo e le potenzialità del nostro Mezzogiorno nella filiera del riciclo della carta e del cartone”.
Ha quindi richiamato l’importanza del contesto istituzionale, sottolineando come il dialogo tra imprese e istituzioni sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo del settore, citando anche il lavoro svolto a livello parlamentare per il riconoscimento della filiera:
“È un segnale importante quando le istituzioni riconoscono il valore industriale del riciclo e ci aiutano a restare competitivi e soprattutto a crescere”.
Nel suo intervento ha poi introdotto una riflessione più ampia sulla natura stessa del riciclo della carta, evidenziando come si tratti di una filiera che, per certi versi, ha anticipato i principi dell’economia circolare, affondando le sue radici in pratiche storiche di recupero e riutilizzo dei materiali.
A questo proposito, ha richiamato simbolicamente la tradizione della carta di Amalfi, sottolineando come il recupero della materia prima sia da sempre parte integrante di questo settore.
Il passaggio centrale del suo intervento è stato però dedicato alla necessità di superare una visione limitata del riciclo, spesso ridotta alla sola raccolta differenziata, per riconoscerne invece la natura di vera e propria infrastruttura industriale:
“Non siamo qui a un convegno qualsiasi: siamo qui perché crediamo che il riciclo della carta e del cartone non sia solo una buona pratica ambientale, ma una vera infrastruttura del nostro Paese”.
Da questa affermazione si sviluppa una riflessione più ampia sulla competitività del sistema: il valore non si genera nella raccolta, ma nella capacità di trasformare il materiale raccolto all’interno di un sistema industriale efficiente.
Per questo motivo, De Iulis ha insistito sulla necessità di rafforzare la filiera nel Mezzogiorno, sottolineando come uno degli obiettivi principali debba essere la chiusura del ciclo sul territorio:
“Dobbiamo fare in modo che quello che raccogliamo qui venga trasformato qui, perché è da questo che passa la competitività del nostro territorio”.
In questa prospettiva, il tema degli investimenti diventa centrale, così come quello della capacità di innovazione tecnologica. Ha ricordato come Cartesar abbia intrapreso negli anni un percorso di crescita fondato su scelte industriali lungimiranti, che hanno permesso di trasformare un’attività inizialmente limitata in una realtà di riferimento nel settore.
“Oggi ricicliamo 120.000 tonnellate di carta all’anno. Più di 40 anni fa erano solo 50 tonnellate al giorno”.
Un’evoluzione che, ha sottolineato, non è stata immediata né semplice, ma costruita attraverso un lavoro costante e una visione di lungo periodo:
“Per fare le cose bene, per costruire valore, ci vuole tempo, costanza, pazienza, visione”.
Ha poi richiamato l’importanza della qualità del materiale raccolto, evidenziando come la collaborazione tra cittadini, amministrazioni e imprese sia fondamentale per garantire l’efficienza del processo industriale.
Un altro tema centrale è stato quello della sostenibilità energetica, con riferimento alle sfide legate ai costi dell’energia e alla necessità di rendere i processi produttivi sempre più efficienti e meno impattanti.
Nel suo intervento è emersa chiaramente una visione integrata: ambiente, economia e industria non sono ambiti separati, ma elementi di un unico sistema.
Infine, De Iulis ha dedicato un passaggio particolarmente significativo alle nuove generazioni, sottolineando come il futuro della filiera dipenda dalla capacità di coinvolgere i giovani e trasmettere loro una cultura del riciclo consapevole:
“Ricordiamoci che sono loro i nostri primi stakeholder, quelli di oggi e soprattutto quelli di domani”.
Un richiamo che chiude il suo intervento riportando il tema su un piano non solo industriale, ma anche culturale ed educativo.
Antonio Sada – Presidente Confindustria Salerno

L’intervento di Antonio Sada ha introdotto una prospettiva più ampia, capace di collegare la dimensione industriale della filiera cartaria con la sua evoluzione storica e con le sfide contemporanee della sostenibilità.
Sin dalle prime battute, Sada ha scelto un approccio personale, richiamando la propria esperienza professionale nel settore:
“Ho avuto la fortuna di lavorare in uno dei settori più sostenibili possibili, il mondo della carta”.
Da questo punto di partenza ha costruito una riflessione che ha attraversato il tempo, evidenziando come la carta rappresenti un materiale profondamente legato alla storia dell’umanità e, allo stesso tempo, estremamente attuale rispetto alle sfide dell’economia circolare.
Ha ricordato come, già in epoche lontane, la produzione della carta fosse basata sul recupero di materiali, sottolineando che il principio del riuso non è una scoperta recente, ma una pratica radicata nella tradizione industriale del settore.
In questo senso, ha evidenziato come il comparto cartario possa essere considerato uno dei primi esempi concreti di economia circolare, ben prima che il termine diventasse di uso comune.
Nel suo intervento ha poi spostato l’attenzione sull’evoluzione dell’imballaggio, sottolineando come oggi esso non possa più essere considerato un semplice contenitore, ma un elemento complesso che integra funzioni diverse: protezione del prodotto, comunicazione, marketing e sostenibilità.
“Un imballaggio deve essere leggero, sicuro, riciclabile, conforme alle norme, progettato secondo i principi dell’economia circolare”.
Questo passaggio ha introdotto una riflessione importante sul ruolo della progettazione: la sostenibilità non riguarda solo la fase finale del ciclo di vita, ma deve essere integrata fin dall’inizio, nella concezione stessa del prodotto.
Sada ha poi evidenziato il valore strategico della filiera carta-cartone all’interno del sistema produttivo, sottolineando come essa rappresenti un esempio virtuoso di integrazione tra industria e ambiente.
Un altro tema centrale del suo intervento è stato quello della prossimità, ovvero della necessità di mantenere una relazione stretta tra il luogo in cui il rifiuto viene prodotto e quello in cui viene trasformato.
Questa dimensione territoriale, ha spiegato, è fondamentale non solo per ridurre i costi logistici e l’impatto ambientale, ma anche per rafforzare il sistema industriale locale e creare valore sul territorio.
Ha quindi richiamato implicitamente l’importanza di realtà come Cartesar, che rappresentano un punto di riferimento per la chiusura del ciclo del riciclo a livello locale.
Nel suo intervento non è mancato un riferimento al ruolo dei cittadini, sottolineando come la qualità della raccolta differenziata rappresenti un elemento decisivo per l’efficienza dell’intera filiera.
Il comportamento individuale, ha evidenziato, incide direttamente sulla qualità della materia prima seconda e, di conseguenza, sulla capacità dell’industria di valorizzarla.
Infine, Sada ha offerto una riflessione più ampia sul rapporto tra sostenibilità e competitività, evidenziando come oggi le imprese siano chiamate a operare in un contesto sempre più complesso, in cui le esigenze ambientali, normative ed economiche devono essere integrate.
Il suo intervento ha quindi contribuito a delineare un quadro in cui la filiera della carta non è solo un settore produttivo, ma un laboratorio avanzato di innovazione, capace di coniugare tradizione e futuro.
Carlotta De Iulis – Vicepresidente Comieco

L’intervento di Carlotta De Iulis ha rappresentato uno dei momenti più strutturati dal punto di vista tecnico e sistemico, offrendo un quadro completo dello stato dell’arte della filiera carta-cartone in Italia e, in particolare, nel Mezzogiorno.
Sin dalle prime battute ha scelto di partire da un dato semplice ma estremamente efficace, capace di sintetizzare il livello di performance raggiunto dal sistema nazionale:
“Ricicliamo nove scatole su dieci”.
Un’affermazione che, nella sua apparente immediatezza, racchiude un risultato complesso, costruito nel tempo attraverso un lavoro coordinato tra cittadini, amministrazioni locali, consorzi e sistema industriale.
Ha sottolineato come questo dato non sia il frutto di un singolo attore, ma di una filiera integrata, in cui ogni anello, dalla raccolta alla trasformazione, contribuisce in modo determinante al risultato finale.
Nel suo intervento ha quindi chiarito che, se dal punto di vista quantitativo l’Italia ha raggiunto livelli molto elevati, la sfida attuale si colloca sempre più sul piano qualitativo.
Il tema non è più soltanto “quanto” si raccoglie, ma “come” si raccoglie: qualità del materiale, riduzione delle impurità, efficienza dei processi di selezione e capacità dell’industria di valorizzare al meglio la materia prima seconda.
Ha poi affrontato il tema degli investimenti, soffermandosi in particolare sul ruolo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha rappresentato un passaggio fondamentale per il rafforzamento della filiera nel Mezzogiorno:
“Il 50% degli investimenti è stato destinato al Sud Italia: è un punto di partenza, non un punto di arrivo”.
Questo passaggio è stato accompagnato da una riflessione più ampia: le risorse economiche, pur essenziali, non sono sufficienti da sole. È necessario che siano accompagnate da una capacità progettuale adeguata, da una visione industriale chiara e da una collaborazione efficace tra i diversi attori del sistema.
In questo senso, ha ribadito più volte un concetto chiave:
“Il lavoro deve essere di squadra”.
Una filiera come quella della carta-cartone, ha spiegato, funziona solo se tutti i soggetti coinvolti operano in modo coordinato: cittadini, amministrazioni, consorzi e imprese.
Ha inoltre evidenziato come il Mezzogiorno rappresenti oggi un’area di grande potenziale, ma anche di sfida, in cui gli investimenti in corso possono contribuire a colmare il divario con altre aree del Paese, a condizione che vengano accompagnati da un rafforzamento della struttura industriale e da un miglioramento della qualità della raccolta.
Un altro elemento centrale del suo intervento è stato il ruolo della Paper Week, intesa non solo come evento di comunicazione, ma come strumento concreto di sensibilizzazione e formazione.
Ha sottolineato l’importanza delle attività rivolte alle scuole e ai giovani, evidenziando come la costruzione di una cultura del riciclo rappresenti un investimento a lungo termine:
la consapevolezza dei cittadini, ha spiegato, è il primo fattore che determina la qualità del sistema.
In questo contesto, ha riconosciuto il valore delle iniziative di educazione ambientale e di comunicazione, che contribuiscono a rendere il cittadino parte attiva della filiera.
Infine, il suo intervento ha restituito una visione chiara: il sistema funziona, ma deve evolvere.
E questa evoluzione passa attraverso tre elementi fondamentali:
• qualità della raccolta
• rafforzamento della capacità industriale
• collaborazione tra tutti gli attori coinvolti
Un contributo che ha dato solidità e struttura al dibattito, collocando il tema del riciclo della carta all’interno di una prospettiva nazionale ed europea.
Fabio Costarella – Vicedirettore CONAI

L’intervento di Fabio Costarella ha offerto una lettura ampia e sistemica dell’evoluzione della gestione dei rifiuti in Italia, con particolare riferimento al ruolo del sistema consortile e alle trasformazioni che hanno interessato negli ultimi anni il Mezzogiorno.
Costarella ha scelto di partire da una prospettiva storica, richiamando un passato non troppo lontano in cui la gestione dei rifiuti, soprattutto in alcune aree del Sud, rappresentava una criticità strutturale.
Ha ricordato come la Campania sia stata a lungo simbolo di una difficoltà complessiva del sistema, sottolineando però con forza il percorso di cambiamento intrapreso:
“Siamo riusciti a riscattarci rispetto ad anni molto difficili”.
Questo passaggio non è stato presentato come un punto di arrivo, ma come il risultato di un processo complesso, reso possibile grazie al contributo congiunto di istituzioni, amministrazioni locali, sistema consortile e imprese.
Nel suo intervento ha quindi evidenziato il ruolo centrale di CONAI come elemento di raccordo tra i diversi attori della filiera, capace di garantire equilibrio e funzionamento del sistema attraverso meccanismi di responsabilità condivisa.
Ha spiegato come il modello consortile italiano rappresenti un unicum a livello europeo, in grado di coniugare obiettivi ambientali e sostenibilità economica, sostenendo i Comuni nella gestione della raccolta differenziata e assicurando sbocchi industriali ai materiali raccolti.
Tuttavia, Costarella ha posto l’accento su una criticità strutturale che caratterizza l’attuale fase del sistema:
“Abbiamo sviluppato molto la raccolta, ma non sempre il sistema industriale è stato adeguato a valorizzarla”.
Questo squilibrio tra quantità raccolte e capacità di trattamento rappresenta, secondo Costarella, una delle principali sfide per il futuro della filiera, soprattutto nel Mezzogiorno.
Ha sottolineato come l’incremento della raccolta differenziata, pur essendo un risultato positivo, rischi di non tradursi pienamente in valore economico e ambientale se non è accompagnato da un adeguato sviluppo della capacità impiantistica.
In questo senso, ha evidenziato l’importanza degli investimenti, richiamando il ruolo del PNRR nel rafforzamento del sistema, ma anche la necessità di superare alcuni ostacoli che ancora rallentano la realizzazione degli impianti, in particolare sul piano autorizzativo.
Un altro tema centrale del suo intervento è stato quello della sostenibilità economica del sistema, sottolineando come sia fondamentale creare condizioni che rendano competitivi i materiali riciclati rispetto alle materie prime vergini.
Ha quindi evidenziato la necessità di politiche industriali e fiscali coerenti, capaci di sostenere il mercato delle materie prime seconde e di incentivare il loro utilizzo nei processi produttivi.
Nel corso del suo intervento, Costarella ha inoltre richiamato il ruolo dei Comuni, evidenziando come il sistema consortile continui a garantire un supporto significativo alle amministrazioni locali, sia in termini economici che operativi.
Ha sottolineato come il successo della raccolta differenziata dipenda in larga misura dalla capacità dei territori di organizzare servizi efficienti e di coinvolgere attivamente i cittadini.
Infine, il suo intervento ha restituito una visione chiara delle sfide future:
il sistema ha fatto passi avanti significativi, ma deve ora affrontare una nuova fase, in cui la crescita quantitativa deve essere accompagnata da una maggiore solidità industriale, da un rafforzamento degli impianti e da politiche capaci di sostenere la competitività del settore.
Francesco Sicilia – Direttore UNIRIMA

L’intervento di Francesco Sicilia ha portato al centro del dibattito il punto di vista delle imprese del recupero e della selezione dei materiali, offrendo una riflessione articolata sulla struttura industriale della filiera carta-cartone in Italia.
Fin dalle prime battute, Sicilia ha voluto sottolineare l’identità del sistema rappresentato da UNIRIMA, evidenziando come si tratti di un comparto composto in larga parte da imprese radicate sul territorio, spesso a conduzione familiare, che negli anni hanno costruito competenze specifiche e un forte legame con le comunità locali.
“Noi siamo una bella storia industriale italiana e dobbiamo imparare a raccontarla”.
Questa affermazione ha rappresentato il filo conduttore del suo intervento: la necessità di riconoscere e valorizzare un sistema produttivo che, pur essendo spesso meno visibile rispetto ad altri segmenti della filiera, svolge un ruolo fondamentale nella trasformazione del rifiuto in risorsa.
Sicilia ha spiegato come le imprese del recupero rappresentino un anello essenziale tra la raccolta differenziata e l’industria della trasformazione, occupandosi della selezione, della lavorazione e della preparazione dei materiali destinati al riciclo.
In questo senso, ha sottolineato come l’efficienza dell’intera filiera dipenda in larga misura dalla qualità del lavoro svolto in questa fase intermedia, che richiede competenze tecniche, investimenti e capacità organizzativa.
Un altro elemento centrale del suo intervento è stato il tema della prossimità, già richiamato da altri relatori ma qui approfondito in modo specifico.
“La raccolta deve essere prossima agli impianti che la trattano”.
Sicilia ha evidenziato come la vicinanza tra il luogo in cui il rifiuto viene prodotto e quello in cui viene lavorato rappresenti un fattore determinante per la sostenibilità del sistema, sia in termini ambientali che economici.
Ridurre le distanze significa infatti abbattere i costi di trasporto, diminuire le emissioni e aumentare l’efficienza complessiva della filiera.
In questa prospettiva, il rafforzamento della capacità impiantistica nel Mezzogiorno assume un ruolo strategico, non solo per migliorare le performance ambientali, ma anche per creare valore e occupazione sul territorio.
Sicilia ha poi richiamato l’attenzione su un tema particolarmente critico per le imprese del settore: quello delle cosiddette barriere non tecnologiche.
Pur in presenza di competenze e tecnologie adeguate, ha spiegato, lo sviluppo del sistema può essere rallentato da vincoli burocratici, complessità autorizzative e tempi amministrativi spesso incompatibili con le esigenze delle imprese.
Questo elemento rappresenta, a suo avviso, uno dei principali ostacoli alla crescita della filiera e richiede interventi mirati per semplificare i processi e favorire gli investimenti.
Nel corso del suo intervento, Sicilia ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale delle imprese nella costruzione di un sistema circolare efficiente, evidenziando come esse abbiano saputo adattarsi nel tempo a un contesto in continua evoluzione, investendo in innovazione e migliorando costantemente i propri processi.
Ha quindi ribadito la necessità di riconoscere il valore di questo comparto, non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.
Il suo contributo ha così completato il quadro della filiera, mettendo in luce il ruolo strategico di un segmento spesso meno visibile, ma essenziale per il funzionamento complessivo del sistema.
Francesco Morra – Presidente ANCI Campania

L’intervento di Francesco Morra ha portato all’interno del dibattito la prospettiva delle amministrazioni locali, offrendo una riflessione articolata sul ruolo dei Comuni nella costruzione e nel funzionamento della filiera del riciclo.
Morra ha esordito riconoscendo i progressi compiuti negli ultimi anni, ma ha subito chiarito che il quadro non è privo di criticità. Accanto a dati incoraggianti sulla raccolta differenziata, ha evidenziato la presenza di difficoltà strutturali che riguardano soprattutto la sostenibilità economica del sistema e la tenuta del tessuto produttivo.
“Ci sono numeri incoraggianti, ma ci sono anche difficoltà importanti, soprattutto nel mantenere la sostenibilità e i livelli occupazionali”.
Questo passaggio ha introdotto uno dei temi centrali del suo intervento: il rapporto tra sviluppo della raccolta differenziata e capacità del sistema di sostenere economicamente imprese e servizi, in un contesto segnato da costi crescenti, in particolare quelli energetici.
Morra ha sottolineato come i Comuni rappresentino il primo livello operativo della filiera, essendo direttamente responsabili dell’organizzazione della raccolta e del rapporto con i cittadini. In questo senso, il loro ruolo non è soltanto tecnico, ma anche culturale e sociale.
Ha evidenziato come il successo della raccolta differenziata dipenda in larga misura dalla capacità delle amministrazioni di costruire un rapporto di fiducia con la comunità, coinvolgendo attivamente i cittadini e rendendoli partecipi del processo.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto il valore delle imprese del territorio, sottolineando come realtà come Cartesar rappresentino un punto di riferimento fondamentale per la chiusura del ciclo del riciclo.
In questo contesto si inserisce uno dei passaggi più significativi del suo intervento, dedicato al rapporto tra impresa e comunità:
“Un’azienda funziona quando la senti tua, quando credi che il tuo contributo sia determinante”.
Una riflessione che va oltre l’aspetto economico e richiama un senso di appartenenza e responsabilità condivisa, particolarmente rilevante nei territori del Mezzogiorno.
Morra ha poi richiamato l’attenzione sulla necessità di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo delle imprese, evidenziando come il sistema debba essere sostenuto da politiche adeguate, capaci di affrontare le criticità legate ai costi e alla competitività.
Un altro tema centrale del suo intervento è stato quello delle nuove generazioni. Ha sottolineato come il futuro della filiera dipenda anche dalla capacità di trattenere competenze sul territorio e di offrire opportunità di lavoro ai giovani, evitando fenomeni di migrazione verso altre aree del Paese o all’estero.
In questo senso, ha evidenziato il valore degli investimenti in corso, in particolare quelli legati al PNRR, che possono rappresentare un’occasione concreta per rafforzare il sistema e creare nuove opportunità, a condizione che vengano utilizzati in modo efficace e strategico.
Nel complesso, il suo intervento ha restituito un quadro realistico ma non rinunciatario: un sistema che ha fatto passi avanti significativi, ma che deve ancora affrontare sfide importanti per consolidare i risultati raggiunti e costruire un modello sostenibile nel lungo periodo.
Vincenzo Bennet – Amministratore Unico Salerno Pulita

L’intervento di Vincenzo Bennet ha portato nel dibattito la dimensione più concreta e operativa della filiera, offrendo il punto di vista di chi ogni giorno gestisce sul campo il sistema della raccolta differenziata.
Bennet ha aperto il suo intervento illustrando i risultati raggiunti dalla città di Salerno, evidenziando un percorso di crescita costruito nel tempo attraverso un lavoro costante e strutturato:
“Siamo passati dal 58% al 74% di raccolta differenziata stabile”.
Un dato significativo, che però, ha sottolineato, non deve essere letto come un risultato isolato, ma come l’esito di un processo complesso, fatto di organizzazione, scelte operative e coinvolgimento progressivo della cittadinanza.
Ha spiegato come il miglioramento delle performance non sia stato immediato, ma frutto di un percorso che ha richiesto anche decisioni non sempre semplici o immediatamente condivise.
In particolare, ha richiamato alcune innovazioni introdotte nel sistema di raccolta, come l’utilizzo dei sacchetti di carta, che inizialmente hanno incontrato resistenze, ma che nel tempo si sono rivelate efficaci nel migliorare la qualità del materiale raccolto.
Questo passaggio ha evidenziato un elemento centrale del suo intervento: la qualità della raccolta è un fattore determinante per il funzionamento dell’intera filiera.
Un materiale raccolto in modo corretto consente infatti una più efficiente lavorazione da parte degli impianti, riducendo gli scarti e aumentando il valore del prodotto finale.
Bennet ha poi sottolineato il ruolo fondamentale della collaborazione tra i diversi attori del sistema, evidenziando come la filiera funzioni solo se tutte le componenti operano in modo coordinato.
In questo contesto, ha valorizzato il rapporto con le imprese del territorio, e in particolare con realtà come Cartesar, che rappresentano uno sbocco industriale fondamentale per i materiali raccolti.
Ha evidenziato come la presenza di impianti sul territorio consenta non solo di migliorare l’efficienza del sistema, ma anche di ridurre i costi legati al trasporto e di creare valore a livello locale.
Uno dei passaggi più significativi del suo intervento è stato quello dedicato al ruolo dei cittadini:
“Noi possiamo organizzare bene il servizio, ma se cittadini e imprese non fanno la raccolta differenziata, è impossibile raggiungere i risultati”.
Questa affermazione ha messo in luce in modo chiaro come la raccolta differenziata sia, prima di tutto, un processo partecipato, in cui il comportamento individuale incide direttamente sulla qualità e sull’efficacia del sistema.
Bennet ha quindi evidenziato l’importanza della comunicazione e della sensibilizzazione, sottolineando come il coinvolgimento attivo dei cittadini rappresenti una condizione imprescindibile per il successo della raccolta.
Ha infine ribadito come il percorso intrapreso dalla città di Salerno dimostri che, attraverso una gestione attenta e una collaborazione efficace tra pubblico e privato, sia possibile ottenere risultati significativi anche in contesti complessi.
Il suo intervento ha così restituito una dimensione concreta e operativa del sistema, mostrando come i principi dell’economia circolare si traducano, nella pratica, in scelte organizzative, comportamenti quotidiani e responsabilità condivise.
Massimo Medugno – Direttore Generale Assocarta e Federazione Carta e Grafica

L’intervento di Massimo Medugno ha ampliato ulteriormente il quadro del confronto, collegando il valore della filiera cartaria alla storia industriale e culturale del Paese, ma anche alle sfide energetiche e produttive che oggi il settore si trova ad affrontare.
Sin dalle prime battute, Medugno ha richiamato il ruolo straordinario della carta nella costruzione della società moderna, sottolineando come questo materiale abbia saputo unire nel tempo rinnovabilità, riciclabilità e capacità industriale:
“Se oggi siamo qui è perché la carta non solo è un ottimo imballaggio, ma perché per secoli ha custodito la cultura industriale e la cultura più in generale.”
Nel suo intervento ha evidenziato il valore strategico del comparto cartario italiano, definendolo una vera infrastruttura industriale del Paese: un sistema composto da circa 160.000 addetti e 16.000 imprese, capace di mantenere un ruolo essenziale anche nei momenti più complessi, come durante la pandemia.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla resilienza del sistema industriale italiano, caratterizzato da un equilibrio tra grandi gruppi, imprese familiari e realtà profondamente radicate nei territori:
“C’è resilienza, c’è capacità di resistenza sul territorio.”
Medugno ha poi affrontato con grande concretezza il tema dei costi energetici e della competitività del settore, sottolineando la necessità di accelerare gli interventi per sostenere le imprese energivore, semplificare le autorizzazioni e favorire l’utilizzo di biometano, fonti rinnovabili e valorizzazione energetica degli scarti di processo.
Un altro tema centrale è stato quello della chiusura del ciclo in Italia. Il Direttore Generale di Assocarta ha infatti evidenziato come il Paese disponga già di una capacità industriale di assoluta eccellenza (l’Italia è il secondo riciclatore europeo e la seconda manifattura cartaria del continente) ma debba rafforzare ulteriormente la capacità di trasformare sul territorio tutta la carta raccolta:
“Chiudere il ciclo in Italia significa meno emissioni, meno trasporti, più lavoro, più cultura industriale.”
Nel suo intervento è emersa una visione chiara: il riciclo della carta non è soltanto un tema ambientale, ma una leva industriale, economica e culturale strategica per il futuro del Paese.
E proprio nella capacità di fare sistema, imprese, istituzioni, territori e cittadini, Medugno ha individuato la chiave per affrontare le sfide future e continuare a rafforzare una filiera che rappresenta una delle eccellenze dell’economia circolare italiana.
Claudia Pecoraro – Assessora della Regione Campania con deleghe all’Ambiente, Ciclo integrato delle acque, Politiche abitative e Pari Opportunità

L’intervento di Claudia Pecoraro ha rappresentato un momento di sintesi e al tempo stesso di rilancio, riportando il confronto su una dimensione istituzionale ma fortemente orientata ai valori, alla cultura e alla responsabilità collettiva.
Fin dalle prime battute, l’Assessora ha voluto esprimere un riconoscimento chiaro nei confronti delle realtà presenti, sottolineando il valore di un’azienda come Cartesar nel contesto regionale, capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e tutela occupazionale.
In questo senso ha evidenziato come il modello rappresentato dalla filiera della carta dimostri concretamente che è possibile fare impresa in modo sostenibile:
“Fare impresa in modo sostenibile per l’ambiente, mantenendo i livelli occupazionali e creando profitto è possibile”.
Una dichiarazione che ha assunto un valore particolarmente significativo nel contesto del Mezzogiorno, dove il tema dello sviluppo economico è strettamente legato alla capacità di costruire modelli produttivi equilibrati e duraturi.
Nel suo intervento ha poi sottolineato il ruolo storico e culturale della carta, definendola uno dei materiali simbolo del riciclo:
“La carta è pioniera nel mondo del riuso e del riciclo”.
Questo passaggio ha permesso di collegare la dimensione industriale a quella culturale, evidenziando come il tema del riciclo non possa essere affrontato solo in termini tecnici, ma richieda un cambiamento di mentalità.
Ed è proprio su questo punto che si è concentrata la parte più significativa del suo intervento, dedicata all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni.
L’Assessore ha insistito con forza sulla necessità di superare una visione negativa del rifiuto, proponendo un approccio diverso, basato sulla valorizzazione delle risorse:
“Quello che noi dobbiamo fare è educare le giovani generazioni: lo scarto non è una cosa brutta, quello che per noi non serve per qualcun altro può essere fonte di vita, di guadagno e di reddito”.
Un messaggio che ha richiamato direttamente il lavoro svolto nel campo dell’educazione ambientale e della comunicazione, con un riferimento esplicito anche all’impegno del prof. Giovanni De Feo, riconosciuto come figura di riferimento nella diffusione della cultura del riciclo e della sostenibilità.
In questo contesto, Pecoraro ha evidenziato come le attività di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio rappresentino uno degli strumenti più efficaci per costruire un cambiamento duraturo, capace di incidere sui comportamenti individuali e collettivi.
Ha inoltre sottolineato il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere questo percorso, sia attraverso politiche ambientali mirate, sia attraverso il supporto a iniziative di formazione e informazione.
Nel complesso, il suo intervento ha restituito una visione integrata in cui ambiente, economia ed educazione si intrecciano, delineando un modello di sviluppo che non si limita alla gestione dei rifiuti, ma punta alla costruzione di una cultura diffusa della sostenibilità.
Una chiusura che ha riportato il dibattito al suo significato più profondo: trasformare il riciclo da pratica tecnica a valore condiviso.
Massimo Milani – Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati

A concludere i lavori è stato l’intervento dell’onorevole Massimo Milani, che ha portato il dibattito su una dimensione più ampia, collegando i temi emersi nel corso della giornata al quadro nazionale e internazionale.
Il suo intervento si è caratterizzato per un taglio diretto e concreto, focalizzato sulle criticità che oggi incidono in modo significativo sulla capacità competitiva delle imprese, in particolare quelle appartenenti a settori energivori come quello cartario.
Milani ha individuato nella questione energetica uno dei nodi principali:
“Le imprese oggi sono sotto scacco per la questione energetica, ma è tutto il Paese che è sotto scacco”.
Un’affermazione che ha sintetizzato con efficacia una condizione di difficoltà diffusa, che non riguarda soltanto il comparto del riciclo, ma l’intero sistema produttivo nazionale.
Ha sottolineato come l’aumento dei costi dell’energia rappresenti un fattore critico che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese, incidendo direttamente sulla loro capacità di investire, innovare e competere sui mercati.
In questo contesto, ha richiamato la necessità di interventi strutturali da parte delle istituzioni, evidenziando come sia indispensabile adottare politiche energetiche e industriali capaci di sostenere il sistema produttivo, in particolare nelle fasi di maggiore difficoltà.
Il suo intervento ha quindi ampliato la prospettiva, collegando le dinamiche locali della filiera del riciclo a un quadro più generale, in cui le scelte di politica economica e industriale assumono un ruolo determinante.
Milani ha inoltre sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tema del riciclo, anche attraverso iniziative istituzionali capaci di valorizzare il settore e sensibilizzare l’opinione pubblica.
In questo senso, ha richiamato l’introduzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, prevista per il 18 settembre, come strumento per rafforzare la consapevolezza collettiva e dare visibilità a una filiera strategica per il Paese.
Ha poi ribadito la necessità di non abbassare il livello di attenzione sulle criticità esistenti, sottolineando come il percorso di sviluppo del sistema richieda continuità, impegno e capacità di affrontare le emergenze con determinazione:
“Dobbiamo mantenere la concentrazione e affrontare queste emergenze con interventi concreti”.
Il suo intervento ha quindi rappresentato una chiusura di respiro istituzionale, che ha collegato i temi emersi durante il convegno alle politiche nazionali, evidenziando come il futuro della filiera del riciclo dipenda anche dalla capacità del sistema Paese di creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle imprese.
Conclusioni – Una filiera che costruisce futuro
Il convegno ha restituito un quadro chiaro e articolato: il riciclo della carta e del cartone non è soltanto una pratica ambientale virtuosa, ma una leva strategica per lo sviluppo industriale, economico e sociale del Mezzogiorno.
Dagli interventi è emersa una visione condivisa: rafforzare la filiera significa andare oltre la raccolta differenziata, investendo nella qualità del materiale, nella capacità impiantistica e nell’integrazione tra tutti gli attori del sistema.
In questo scenario, il ruolo delle imprese diventa centrale, così come quello delle istituzioni e dei cittadini, chiamati a contribuire in modo consapevole alla costruzione di un modello sostenibile.
Cartesar si conferma, in questo contesto, un esempio concreto di come sia possibile coniugare innovazione, sostenibilità e radicamento territoriale, trasformando il riciclo in valore economico e opportunità di sviluppo.
Ma il messaggio più forte che emerge dalla giornata è forse un altro: il riciclo non è un punto di arrivo.
È un processo in continua evoluzione.
È una responsabilità condivisa.
È una scelta culturale.
E soprattutto, è una possibilità.
La possibilità di costruire un futuro in cui ciò che oggi è scarto diventa risorsa, e in cui il territorio non subisce il cambiamento, ma ne diventa protagonista.
