Ci sono momenti in cui il senso più profondo di ciò che facciamo emerge con naturalezza, senza bisogno di spiegazioni.
È successo quando una bambina, con una penna verde, ha scritto “Cartesar” trasformando le lettere in un cuore. Un gesto semplice, ma capace di racchiudere attenzione, partecipazione e coinvolgimento autentico.
È da qui che vogliamo partire per raccontare la giornata vissuta presso la Cartesar S.p.A., nell’ambito della Paper Week promossa da Comieco: un’esperienza che ha saputo unire industria, educazione e territorio.
Un incontro che parte dalle persone

Ad accogliere le studentesse e gli studenti delle classi quinte della scuola primaria e delle prime della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Pellezzano sono stati Giovanni De Feo e Valentina Iannone.
Il Prof. De Feo, docente di ecologia industriale presso l’Università degli Studi di Salerno e ideatore del progetto Greenopoli, rappresenta da anni un punto di riferimento nel campo dell’educazione alla sostenibilità, grazie a un approccio capace di coniugare rigore scientifico e coinvolgimento attivo. Il suo legame con Cartesar è particolarmente significativo: proprio nella nostra realtà ha svolto, circa trent’anni fa, il suo lavoro di tesi, in un percorso che oggi si rinnova, rafforzando il valore della collaborazione tra mondo accademico e industria.
Accanto a lui, Valentina Iannone, ambientologa e musicista, sviluppa un approccio originale che integra contenuti ambientali e linguaggi espressivi, utilizzando la musica come leva educativa per facilitare comprensione, partecipazione e memorabilità.
Insieme hanno dato vita a un’esperienza che ha superato il modello della lezione tradizionale, trasformando l’apprendimento in partecipazione attiva.
Il valore della filiera: da rifiuto a risorsa

Il percorso è iniziato con il racconto del ciclo del riciclo della carta, attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, capace di tradurre un processo industriale complesso in una narrazione comprensibile.
I passaggi fondamentali della filiera sono stati progressivamente esplorati:
- raccolta
- selezione
- trasformazione in impasto
- produzione
- nuova vita del materiale
Un momento chiave, in cui la carta è stata riletta non come scarto, ma come risorsa, evidenziando il valore dell’economia circolare e il ruolo determinante dei comportamenti individuali.

Linguaggi nuovi per contenuti complessi

Uno degli elementi distintivi della giornata è stato l’utilizzo di linguaggi espressivi innovativi per trasmettere contenuti tecnici.
Attraverso il Rap Paper, i partecipanti hanno potuto interiorizzare i passaggi del ciclo produttivo in modo immediato e coinvolgente:
“Separa la carta, schiaccia il cartone
Gioca la tua carta: diventa EcoCampione!”
La musica ha reso accessibili concetti complessi, trasformando l’apprendimento in esperienza diretta. Le parole si sono accompagnate al movimento, alla partecipazione collettiva, alla costruzione condivisa del significato.
Particolarmente significativa la simulazione della feltrazione, durante la quale i ragazzi hanno riprodotto con il proprio corpo una fase centrale del processo produttivo, rendendola concreta e memorabile.
Educare alla qualità della raccolta
Un passaggio centrale è stato dedicato alla qualità della raccolta differenziata, elemento essenziale per garantire l’efficacia della filiera del riciclo.
Attraverso attività interattive, sono stati affrontati in modo chiaro e operativo aspetti spesso sottovalutati:
- la gestione degli scontrini (carta termica)
- l’esclusione di carta oleata o plastificata
- il corretto conferimento dei fazzoletti
- l’importanza di un cartone pulito
- l’assenza di materiali estranei
Un momento in cui l’educazione ambientale si è tradotta in consapevolezza concreta e comportamenti corretti.
Dalla consapevolezza all’azione
Tra i momenti più significativi, il “Brutto Rap dei Rifiuti” ha rappresentato un passaggio verso una riflessione più profonda.
“Buttare, gettare… li voglio cancellare
Rimettiamoci a pensare: è tempo di cambiare.”
Un messaggio diretto, che ha accompagnato i partecipanti verso una presa di coscienza chiara e condivisa.
Le azioni proposte sono semplici, ma fondamentali:
- ridurre
- riusare
- separare
- ripensare
In quel momento, l’esperienza educativa si è trasformata in responsabilità.
Dalla scuola all’industria
La visita agli impianti della cartiera ha completato il percorso, offrendo agli studenti la possibilità di osservare da vicino i processi produttivi, i macchinari e l’organizzazione industriale.
Un passaggio essenziale per collegare teoria ed esperienza, rendendo tangibile il funzionamento della filiera del riciclo.
Un’iniziativa in un contesto più ampio
La giornata si è inserita nel programma della Paper Week, che ha visto anche un momento di confronto dedicato al ruolo della filiera della carta e del cartone nel contesto territoriale, i cui contenuti saranno approfonditi in un contributo dedicato.
Una responsabilità che guarda al futuro
Quella vissuta alla Cartesar è stata molto più di un’attività formativa.
È stata un’esperienza capace di generare consapevolezza, partecipazione e senso di appartenenza.
La carta si è rivelata per ciò che è: una materia viva, che attraversa le nostre vite e può rinascere grazie alla qualità dei nostri comportamenti.
Per Cartesar, questo significa continuare a investire non solo nell’innovazione dei processi produttivi, ma anche nella diffusione della cultura della sostenibilità, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Perché ogni gesto conta.
E ogni foglio può avere più di una vita. ♻
